Jan 28, 2018

Facciamo un calco!

29 comments

Edited: Jan 28, 2018

Qualche mese fa ho recuperato, grazie al fido Gianpà, un interessante esemplare di Dikinsonia di provenienza norvegese. La fossilizzazione del campione, a differenza del Mar Bianco e di Ediacara, non presenta ossidazioni e sporcizie varie che lo evidenzino ed anche il rilievo è molto poco pronunciato. Praticamente risulta invisibile, se non osservato in luce radente.

Ecco come si presenta l'originale:

Vi state chiedendo dov'è? Bene, lo fanno tutti. Qualcuno mi ha chiesto perchè ho portato a casa una tegola...

 

Proviamo ad osservarlo però in luce radente:

 

Qui dovreste già riuscire ad osservare le segmentazioni tipiche del Proarticulata che ha, tra l'altro, delle dimensioni più che ragguardevoli, superiori ai 20 cm.

per chi avesse ancora difficoltà aggiungerò una bella ed ingombrante cerchiatura rossa:

 

In ogni caso, se avete avuto difficoltà a vederla, non sentitevi incapaci. L'incapace è il fotografo.

Ed ora bando alle ciance. Visto la rarità del pezzo e l'interesse da parte di alcuni amici (sì, siamo gente strana e siamo pure tutti qui sul forum...) decido di farne un calco da poter divulgare a richiesta.

MA COME SI FA UN CALCO???

Jan 28, 2018

Prima di tutto osserviamo il pezzo che abbiamo per le mani. Trattasi di lastrone spesso 40mm e con parecchie fessurazioni laterali. La parte che ci interessa è sostanzialmente la superficie superiore dove si trova il bizzarro bestio.

 

 

cercheremo quindi di realizzare uno stampo in gomma siliconica che ci permetta di riprodurre alla perfezione il dettaglio superficiale riducendo lo spessore della lastra.

Jan 28, 2018

 

Optiamo quindi per la realizzazione di uno stampo del tipo "a vasca".

Prima di tutto cerchiamo un sistema che ci permetta di ridurre lo spessore dello stampo.

Il buon Gianpaolo usa spesso, nei suoi imballaggi, dei fogli di schiumato nero a cella chiusa che, visto lo spessore, fanno proprio al caso nostro. Ci armiamo di taglierino e ricaviamo nel foglio la sagoma della nostra lastra.

 

adagiandocela dentro noteremo che avremo notevolmente abbassato lo spessore utile della lastra, il che ci risparmierà materiale e parecchie noie nel ripulire l'originale alla fine del lavoro.

Jan 28, 2018

togliamo l'originale dalla sua culla.

La gomma siliconica che andremo ad utilizzare sarà del tipo a colata, molto fluida. Ci serviranno allora dei muri che la possano contenere. delle strisce di cartone ricavate da uno scatolone dell'ikea faranno al caso nostro. ci serviranno dei muri di un'altezza superiore alla sporgenza effettiva del fossile dalla sua base. calcoliamo che 4 cm dovrebbero essere più che sufficienti. incolliamo le strisce sullo schiumato, puntandole qua e la con la colla a caldo e lasciando almeno 1 o 2 cm dal bordo del buco.

un'immagine rende tutto molto più chiaro.

abbiamo appoggiato tutta la struttura su di un'asse di legno che ci permetterà di mobilitare il tutto senza eccessivi traumi.

Jan 28, 2018

Adagiamo di nuovo la lastra nella sua sede, questa volta per lasciarcela. Ora dovremo recuperare della plastilina.

Riscaldiamo un po' la plastilina sul calorifero per renderla più lavorabile e cominciamo un'operazione noiosissima: dovremo ricoprire il foglio di schiumato che spunta tra il fossile ed i muri di cartone con la plastilina, sigillando ogni minimo buchino tra sasso e foglio e tra foglio e muretti, oltre a cercare di lisciare il più possibile la superficie ottenuta. Una roba così:

 

Jan 28, 2018

Ora il nostro originale è pronto per la colatura della gomma. Il materiale utilizzato è questo:

 

ci serviranno, oltre alla gomma ed al suo catalizzatore:

-un bilancino di precisione

-guanti in lattice per non sporcare le mani, che il silicone è un tipo noioso

-ciotola di plastica

-cucchiaio di plastica

 

versiamo nella ciotola di plastica la quantità di silicone desiderato e lo pesiamo, aggiungendo il 5% del suo catalizzatore. Misceliamo il tutto molto accuratamente per qualche minuto e lasciamo riposare per un quarto d'ora. Il silicone catalizza in diverse ore, quindi non ci creerà problemi. Il tempo di attesa serve a far spurgare tutte le bollicine d'aria che saranno rimaste inglobate nella miscela. Per accelerare i tempi io appoggio la ciotola sulla testa di un compressore in moto, le vibrazioni aiutano molto la degasificazione.

quando non noteremo più bollicine affioranti nel silicone potremo procedere alla colatura.

Verseremo lentamente, a filo, il silicone sul fossile, sempre nello stesso punto, lasciando che la massa raggiunga da sola tutti gli anfratti dello stampo e che ricopra totalmente il fossile. Se necessario si può ripetere l'operazione in più colate successive.

Ora prendiamo delicatamente il tutto e vibriamolo nuovamente sul compressore, per essere sicuri che il silicone vada a "leggere" tutti i dettagli del fossile liberando eventuali bollicine che possono rovinarci il lavoro.

Non ho foto da mostrare di questi passaggi, è un lavoro sporco ed appiccicoso, lavorando da solo ho preferito tener lontano gli aggeggi tecnologici.

una volta riempita di gomma la nostra struttura appoggiamola su una superficie in piano, al coperto, a temperatura casalinga (sui 20°) e dimentichiamoci che esista per le prossime 24 ore.

 

Jan 28, 2018

Passato il tempo e catalizzata la gomma smontiamo il tutto. Il momento è emozionante. Togliamo i muretti di cartoncino e, delicatamente, rimuoviamo la gomma dal fossile. ciò che avremo ottenuto sarà questo:

una vaschetta di gomma che avrà riprodotto in negativo ogni singolo dettaglio del nostro campione. Il nostro stampo è fatto. Ora dedichiamoci all'originale: rimuoviamo la plastilina aiutandoci con del solvente volatile ed eliminiamo eventuali tracce di silicone che si fossero eventualmente insinuate in qualche fenditura. E' l'operazione più noiosa di tutte, ma ci restituirà il fossile come lo avevamo prima. Potrà risultare un po' più scuro, effetto umido. E' una cosa dovuta all'olio di silicone rilasciato dalla gomma, ma col tempo sparirà.

 

Ora non ci resta che riprodurre con la resina il nostro fossile.

Jan 28, 2018

i miei commenti li mettero' dopo... <3

 

Jan 28, 2018

scegliamo la resina più facile da usare. Questa:

 

E' una poliuretanica non schiumosa, i suoi due componenti si miscelano 1:1 e catalizza in poco tempo.

A catalizzazione finita la resina è di color bianco avorio, noi proveremo a colorarla "in pasta" aggiungendo dei pigmenti in polvere. Questi:

ci serviranno di nuovo ciotoline di plastica, cucchiai e guanti, oltre a dei bicchierini di plastica per calcolare esattamente le quantità di resina da miscelare.

Vale il discorso di prima: lavoro zozzo/niente foto...usate l'immaginazione ;P

Prendiamo un bicchierino di plastica da caffè e misceliamoci molto accuratamente i pigmenti in polvere, fino ad ottenere la tonalità desiderata.

Prendiamo due bicchieri di plastica. riempiamoli uno con un componente, l'altro con l'altro in egual quantità.

Stemperiamo delicatamente e molto accuratamente i pigmenti nel componente A

Versiamo i due componenti nella ciotolina e misceliamo molto accuratamente ma senza perdere tempo: la resina agisce in pochi minuti!

Versiamo la miscela eseguita nel nostro stampo ed aspettiamo che catalizzi.

Meglio lavorare a strati, gettando poca resina alla volta (ma ricoprendo sempre comunque tutto lo stampo) e attendendo che questa sia catalizzata per aggiungerne altra, fino a raggiungere lo spessore desiderato. io ho inserito, nella resina liquida, anche un pannellino di legno fine, per risparmiare materiale. Attenzione! grosse quantità di resina scalderanno parecchio in catalizzazione e accelereranno pure! per questo preferisco lavorare a strati.

Jan 28, 2018

 

 

Lasciamo un paio d'ore la resina nel nostro stampo e poi potremo sformare senza timore il nostro calco. Ed eccolo qua!

 

 

Il nostro bagarospo riprodotto in tutta la sua (soggettiva) bellezza

Jan 28, 2018

volendo ora possiamo sporcarlo con dei colori acrilici per dargli un'aspetto più naturale.

 

cosa dire in conclusione: E' stata una prova con questa resina, c'è qualche magagna ma la correggeremmo con la prossima gettata.

Ora vi lascio.

Vi tengo aggiornati con le prossime repliche.

Buon pomeriggio!

Jan 28, 2018

Grazie milllllle Lorenzo per questo interessantissimo post.

Mi stavo quasi annoiando di vedere sempre e solo Gianpaolo mettere i suoi bagarozzi e le sue preparazioni eccellenti. Quando ci si abitua a vedere cose belle alla fine ci si fa l'abitudine e non ci si rende conto di che cosa ci sta dietro. Detto questo mi aspetto ancora di vedere 1000 posti di Gianpaolo...

Ho trovato molto interessante questa tematica, a me comunque sconosciuta e che chiede un savoir faire che si acquista solo con l'esperienza (e tu mi sembra che ne abbia da vendere).

Sono stupito dal livello del dettaglio raggiunto dal calco, e saro' ancor più curioso nel vederlo dal vivo... Questo esemplare tra l'altro è estremamente interessante!

Un bravo a piene mani!

 

Jan 28, 2018

Dal punto di vista più tecnico, è una Dickinsonia o piuttosto un Epibaion cioè la traccia lasciata dal suo movimento o piuttosto dal processo di assimilazione del cibo sul tappeto algale che immagino tappezzava il fondo marino? Le strutture sono estremamente delicate e mi ricordano giustamente il un Epibaion (ovvio che sono interpretazioni fatte senza avere il "prezioso" sottomano.

Inoltre si intravede la linea mediana?

Lorenzo che dire? B R A V I S S I M O....questi tipi di post servono non solo ad arricchire il froum, ma diventano delle guide anche per chi vuole intraprendere...è questo quello che deve fare un forum....conservare le memorie ad uso di altri..e perché no anche aiutarci in qualche remind... Voto A+

Jan 28, 2018

allora...propenderei per Epibaion. Non si vede la linea mediana. So che ne dovrebbe esistere il controcalco (o più probabilmente è questo il controcalco) e che sarebbe in via di studio. Gianpaolo, hai info aggiuntive sull'altra metà?

Jan 28, 2018Edited: Jan 29, 2018

il positivo e stato mandato all’universita‘ norvegiese per essere pubblicato. lo h adepositato Evgeny

Jan 29, 2018

Sapete che però...forse si vede un abbozzo di linea mediana

 

Jan 30, 2018

Comunque ci starebbe bene la linea mediana dove la hai indicata. L'angolo di curvatura dei metameri corrisponde.

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  • Ciao a tutti, e benvenuti in questi post. Chiedo a coloro che hanno già acquisito una certa esperienza nella preparazione di fossili qualche consiglio per effettuare un incolaggio il più preciso possibile di un trilobite fratturato in sezione. Grazie mille a chi vorrà aiutarmi.
  • Il solito dilemma: Come calcare un fossile senza rovinarlo? Oggi cerchiamo di darvi una risposta esauriente, veloce e tecnicamente utile. Premessa fondamentale: Esistono diverse gomme siliconiche, con diverse caratteristiche e con diversi gradi di durezza ed elasticità. Oggi per semplicità andremo ad analizzare la Gomma siliconica bicomponente Prochima RTV-530 presente nel nostro shop che ha 3 caratteristiche a mio parere eccezionali: é una gomma Atossica catalizza molto velocemente ( meno di 10 minuti) ha pochissimo silicone liquido nella mescola...e poi vi spiegherò quali sono i vantaggi. Andiamo ad osservare subito il prodotto: La gomma RTV-530 che ricordo essere un silicone in pasta per poliaddizione bicomponente è una gomma siliconica per calcaggio di buona / ottima resa del tutto atossica e manipolabile anche da non esperti del settore.. (insegnanti e bambini) I prodotti sono disponibili nelle confezioni da 200 gr 500 gr e 1 kg (altri formati su richiesta) e si mescolano in parti uguali 1:1 Le caratteristiche principali come da scheda tecnica sono: Colore: rosa chiaro. Pot-life a 23°C: 3 minuti. Tempo di indurimento a 30°C: 5 minuti. Durezza Shore A, 10 min. (ASTM D 2240/C): 30 punti. (campione h = 6 mm) Durezza Shore A, 24 ore (ASTM D 2240/C): 35 punti. (campione h = 6 mm) Allungamento a rottura: 150% Resistenza a trazione (MPa, ASTM): 1,6±0,3 Resistenza a lacerazione (kN/m, ASTM): 7,0±1,0 Ma il pregio più importante che questa gomma possiede è la capacità di macchiare poco o quasi nulla il campione calcato. Nella foto successiva è presente un campione paleontologico su cui abbiamo testato nella parte posteriore diversi siliconi: la freccia rossa vi mostra un comune silicone per colata e nel riquadro verde il trascurabile alone lasciato dalla RTV 530. Questa gomma ha davvero buone ottime caratteristiche per copiare materiali di pregio! Ma come si utilizza? Molto semplice! Prelevare da entrambi i contenitori i due componenti in parti uguali, mescolarli accuratamente e applicarli sulla superficie da calcare evitando di lasciare bolle d'aria e fessure non coperte dalla mescola. aspettare la catalisi....(normalmente bastano 10 minuti ma suggerisco di aspettare almeno 30 minuti per assicurarsi una buona asciugatura) et voilà il calco è pronto per poi essere riempito di gesso, resina o quello che volete... ATTENZIONE però: la reazione di reticolazione della RTV-530 (reazione per poliaddizione) può essere inibita dai seguenti prodotti: sali di metalli pesanti; ammine; Zolfo; Indurenti di resine epossidiche La gomma siliconica RTV-530 è del tipo per addizione. Queste gomme, contrariamente a quelle per condensazione, richiedono particolari attenzioni in quanto non tollerano alcune sostanze che ne inibiscono la catalisi. In primo luogo mai usare attrezzi e contenitori stati usati con le normali gomme per condensazione: i due tipi sono assolutamente incompatibili ed il minimo contatto è capace di impedire la catalisi. Bisogna inoltre fare attenzione che i master che si utilizzano come modello non contengano anche in minima traccia di gomme e catalizzatori del tipo per condensazione, tutti i prodotti che contengono anche minime tracce di zolfo e derivati (es: PVC), colle polineopreniche, resina, stucchi e mastici a base poliestere, plastiline a base non cerosa e stucco da vetro, PVC, stagno e metalli pesanti, ammine e gomma naturali e sintetiche. In definitiva per i nostri fossili non c'è nessun problema e potete usarle tranquillamente! Vi ricordo che sono Atossiche e prive di allergeni quindi indicate per l'uso in campo didattico e museale! ma si possono calcare anche oggetti più grandi? certo che sì....nella foto alcune impronte che abbiamo calcato per il Museo di Storia Naturale di Bolzano Purtroppo non avendo l'autorizzazione non posso mostrarvi l'originale e la sua copia, ma fidatevi che è uscita bene... :) vi ricordo quì sotto il link per acquistare la nostra gomma siliconica: https://www.trilobiti.com/product-page/rtv-530
  • Siamo stati assenti un poco lo sò...ma gli impegni sonon tanti e il tempo di scrivere davvero poco...volevo però mostrarvi questo gioiello che è appena stato ultimato dal Super david Comfort, uno dei Migliori preparatori di fossili in circolazione. Non mi credete? guardate cosa è riuscito a tirar fuori da questo blocco del peso di 35 kg!

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