Mar 31, 2017

Parvancorina minchami e nuove interpretazioni

3 comments

Edited: Apr 1, 2017

iPaterson, J. R. et al. Rheotaxis in the Ediacaran epibenthic organism Parvancorina from South Australia. Sci. Rep. 7, 45539; doi: 10.1038/srep45539 (2017).

 

Un bell'articolo firmato da Paterson dell'Università del New England in Australia su questo organismo dell'Ediacarano australiano. Parvancorina è stata soggetto di molteplici interpretazioni, basandosi sia sulla morfologia ed associandola al gruppo degli Euartropodi con Primicaris (del biota di Chengjiang) che Skania (biota di Burgess Shale), sia come appartenente alle forme petaloidi (Seilacher), sia come parte di altri organismi (apparato alimentare delle Kimberella) sia come semi di piante (gulp...!).

Questo articolo prende in esame il contesto paleo-ambientale di due particolari livelli fossiliferi australiani, livelli in cui sono state rinvenute associazioni faunistiche assai cospicue con una densità di individui relativamente elevate (anche piu' di 70 individui per metro quadrato).

L'orientazione preferenziale di Parvancorina in funzione della corrente di fondo suggerisce un comportamento di rheotaxis (non conosco il termine in italiano, suggerimenti?) cioè un orientamento (attivo) per fini che potrebbero essere legati all'assimilazione di nutrienti o dovuti alla corrente stessa (passiva).

Sono analizzate anche le strutture interne visibili che non risultano essere segmenti (come negli artropodi) in quanto parzialmente sovrapposte ed alcune diramantesi dallo "scudo" anteriore (vedi foto sottostante).

A parte la struttura bilaterale, allo stato attuale non è possibile affermare alcuna conclusione sull'appartenenza di questo organismo ai Bilateria (https://en.wikipedia.org/wiki/Bilateria)

L'articolo è pubblicato su Nature Scientific Reports e scaricabile gratuitamente a partire da questo indirizzo: http://www.nature.com/articles/srep45539?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+srep%2Frss%2Fcurrent+%28Scientific+Reports%29

 

Abstract: Diverse interpretations of Ediacaran organisms arise not only from their enigmatic body plans, but also from confusion surrounding the sedimentary environments they inhabited and the processes responsible for their preservation. Excavation of Ediacaran bedding surfaces of the Rawnsley Quartzite in South Australia has provided the opportunity to study the community structure of the Ediacara biota, as well as the autecology of individual organisms. Analysis of two bedding surfaces preserving large numbers of Parvancorina illustrates that individuals display a preferred, unidirectional orientation aligned with current, as indicated by the identified current proxies: tool marks, overfolded edges of Dickinsonia, felled fronds and drag structures generated by uprooted frond holdfasts. Taphonomic and morphological evidence suggests that the preferred orientations of Parvancorina individuals are not the result of passive current alignment, but represent a rheotactic response at some stage during their life cycle. These results illustrate a previously unrecognized life mode for an Ediacaran organism and arguably the oldest known example of rheotaxis in the fossil record. The morphology and previously suggested phylogenetic affinities of Parvancorina are also re-evaluated. Apart from possessing a bilaterally symmetrical body, there are no unequivocal morphological characters to support placement of Parvancorina within the Euarthropoda or even the Bilateria.

Controcorrente? Comuqnue molto interessante Enrico.... come penso sia molto interessante posizionare la Parvancorina tra gli Euarthropoda....e qui torniamo al solito discorso...Non credo che tutto l'ediacariano fosse costituito da gelatine e poco più anzi....l'esplosione cambriana con strutture già così evolute e funzionali DEVE essere partita da forme che già avevano una differenziazione strutturale e morfologica....e questo porterebbe a spostare parecchio in back il nostro orologio della vita...e francamente non mi dispiace anzi....trovo parecchio affascinante la cosa...a prescindere da complottisti e cavolate varie. Una cosa molto Interessante che NON so se è mai stata fatta....è dell'EVODEVO sugli artropodi....per capire quali potevano essere le ancestrali forme funzionali...devo documentarmi....

Apr 1, 2017

Per chi non sapesse che cosa è l'EVODEVO, ricopio quanto descritto su Wikipedia:

 

La biologia evolutiva dello sviluppo (in lingua inglese Evolutionary Developmental Biology, da cui anche il termine divulgativo evo-devo) è la disciplina scientifica che analizza in chiave evolutiva la struttura e le funzioni del genoma (ovvero l'assetto completo di tutto il DNA contenuto in una cellula). Si occupa di indagare il rapporto tra lo sviluppo embrionale e fetale di un organismo (ontogenesi) e l'evoluzione della sua popolazione di appartenenza (la filogenesi). Questa disciplina si basa sull'assunto che le mutazioni che colpiscono i geni coinvolti nel controllo dello sviluppo embrionale (ontogenesi) possono dare origine a nuovi caratteri nell'adulto (fenotipo), che riproducendosi trasmetterà i nuovi caratteri ai discendenti, dando così il via al processo evolutivo di questi caratteri nella popolazione. Si attribuisce, pertanto, ai geni che controllano e regolano lo sviluppo dell'embrione, un ruolo di primo piano nell'evoluzione biologica; la progressiva diversificazione (biodiversità) dei viventi verrebbe spiegata dai cambiamenti funzionali nel controllo e nella regolazione dei geni che regolano lo sviluppo embrionale.

 

Altre info (in italiano) qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Biologia_evolutiva_dello_sviluppo

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  • Proviamo a riesumare questo Forum con una discussione interessante. Come alcuni di voi sapranno sto cercando materiale informativo su Nectocaris.... Postatemi e linkatemi qui sotto tutto il materiale che avete informativo...così che creo un database che mi sarà utile per il lavoro di 3D. Non riesco a trovare questa pubblicazione: Conway Morris, S. 1976: Nectocaris pteryx, a new organism from the Middle Cambrian Burgess Shale of British Columbia. Neues Jahrbuch fu¨r Geologie und Palaeontologie, Monatshefte 12, 703– 713. idee? queste sono già in mio possesso: (Martin & Caron, 2010), (Martin, 2013) and (Mazurek& Zaton, 2011)
  • A BURGESS SHALE PRIMER - HISTORY, GEOLOGY, AND RESEARCH HIGHLIGHTS Interessante testo di Dave Rudkin illustrante il famoso livello fossilifero che ha dato alla luce le meravigliose faune di #Burgess Shale, Canada; l'articolo fa parte del Field Trip Companion Volume edito nel 2009 in occasione del centenario della scoperta di questo sito da parte di C.D. Walcott (nel 1909, ovviamente). Per chi ha accesso alla piattaforma Academia lo puo' trovare di seguito, altrimenti contattatemi per avere la copia: https://www.academia.edu/1471115/The_Mount_Stephen_Trilobite_Beds?source=swp_share
  • Articolo pubblicato un paio di anni fa su una nuova specie di "aglaspid-like" rinvenuto nel celebre lagerstätte del Cambriano, Serie 2, Stage 4 di Emu Bay (sud Australia). Non possiede le caratteristiche tipiche degli #Aglaspidi, ne dei #Cheloniellida. Gli autori lo inseriscono all'interno ei Vicissicaudata, clade che raggruppa gli Aglaspidida, Cheloniellida e un gruppo definito come Xenopoda; In quest'ultimo gruppo, cui sono inseriti Sidneya ed Emeraldella , viene introdotto questo nuovo euartropode, # Eozetetes gemmelli . Abstract: A new euarthropod from the Emu Bay Shale (Cambrian Series 2, Stage 4) on Kangaroo Island, South Australia, is a rare component of this Konservat-Lagerstätte. The two known specimens of Eozetetes gemmelli gen. et sp. nov., in combination, depict a non-biomineralized euarthropod with a relatively short cephalic shield lacking dorsal eyes and bearing a flagelliform antenna, 18 trunk segments with broad tergopleurae and paired axial nodes/carinae, and an elongate, styliform tailspine. The new species compares most closely with taxa in the putative clade Vicissicaudata, which groups Aglaspidida, Cheloniellida and Xenopoda. A ring-like terminal tergite in E. gemmelli corresponds to the caudal tergite in cheloniellids and xenopodans. Incorporating Eozetetes into recent character sets for Cambrian euarthropods supports close affinities to either Emeraldella or to aglaspidids, but several plesiomorphic character states are inconsistent with membership in Aglaspidida sensu stricto. Eozetetes is among the earliest of various Cambrian taxa informally referred to as ‘aglaspidid-like euarthropods’. Link verso pubblicazione: https://doi.org/10.1017/S0016756815001053 Una discussione su cosa sono gli aglaspidi la potete ritrovare qui: https://www.trilobiti.com/forum/paleozoic-area/gli-aglaspidi

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