Jan 6, 2017

Waptia e le sue uova

5 comments

Edited: Jan 7, 2017

Un'altra meraviglia da Burgess Shale. In una Waptia fieldensis del Cambriano medio di Burgess shale sono state rinvenute delle uova in gestazione sotto il carapace di questo artropode di 505 milioni di anni fa. Del grande numero di esemplari collezionati nel ROM (979), ben 5 presentano la presenza di queste uova, ed il numero massimo di uova al momento determinato è di 24 unità.

Precedentemente Kunmingella douvillei del Chengjiang biota (più antica di Waptia di circa 7 milioni di anni) aveva ugualmente mostrato la presenza di uova, ma localizzate in una posizione differente, posteriore e sugli endopodi, in posizione ventrale.

Immagine tratta dal sito: http://www.geologypage.com/2015/12/burgess-shale-fossil-site-gives-up-oldest-evidence-of-brood-care.html#ixzz4UuHlL1E6

 

Abstract: Brood care, including the carrying of eggs or juveniles, is a form of parental care, which, like other parental traits [ 1 ], enhances offspring fitness with variable costs and benefits to the parents [ 2 ]. Attempts to understand why and how parental care evolved independently in numerous animal groups often emphasize the role of environmental pressures such as predation, ephemeral resources, and, more generally, the harshness of environment. The fossil record can, in principle, provide minimum age constraints on the evolution of life-history traits, including brood care and key information on the reproductive strategies of extinct organisms. New, exceptionally preserved specimens of the weakly sclerotized arthropod Waptia fieldensis from the middle Cambrian (ca. 508 million years ago) Burgess Shale, Canada, provide the oldest example of in situ eggs with preserved embryos in the fossil record. The relatively small clutch size, up to 24 eggs, and the relatively large diameter of individual eggs, some over 2 mm, contrast with the high number of small eggs—found without preserved embryos—in the bivalved bradoriid arthropod Kunmingella douvillei from the Chengjiang biota (ca. 515 million years ago). The presence of these two different parental strategies suggests a rapid evolution of a variety of modern-type life-history traits, including extended investment in offspring survivorship, soon after the Cambrian emergence of animals. Together with previously described brooded eggs in ostracods from the Upper Ordovician (ca. 450 million years ago), these new findings suggest that the presence of a bivalved carapace played a key role in the early evolution of parental care in arthropods.

 

Pubblicazione: http://dx.doi.org/10.1016/j.cub.2015.11.006

sarebbe interessante capire quale strategia evolutiva ha portato invece i crostacei a riporli sotto i pleopodi

Jan 6, 2017

Per gli ignoranti come me che non sanno (sapevano) che sono sti pleopodi...

 

Ups scusate si reminiscenze di zoologia 2 certi nomi mi sono rimasti ormai nel cervelletto...

Jan 9, 2017

Azzardo forse che ce ne stavano di più e che magari la struttura sovrastante è più mobile? Comunque molto interessante!

Jan 9, 2017

Leggiucchiando in giro ho visto che gli arti addominali hanno (tra i tanti anche) il compito di sostenere il peso della massa delle uova; vuoi vedere che l'ho imbroccata? Se sono esterne ne faccio di più e me le tengo vicine... ci ho provato...

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  • Proviamo a riesumare questo Forum con una discussione interessante. Come alcuni di voi sapranno sto cercando materiale informativo su Nectocaris.... Postatemi e linkatemi qui sotto tutto il materiale che avete informativo...così che creo un database che mi sarà utile per il lavoro di 3D. Non riesco a trovare questa pubblicazione: Conway Morris, S. 1976: Nectocaris pteryx, a new organism from the Middle Cambrian Burgess Shale of British Columbia. Neues Jahrbuch fu¨r Geologie und Palaeontologie, Monatshefte 12, 703– 713. idee? queste sono già in mio possesso: (Martin & Caron, 2010), (Martin, 2013) and (Mazurek& Zaton, 2011)
  • A BURGESS SHALE PRIMER - HISTORY, GEOLOGY, AND RESEARCH HIGHLIGHTS Interessante testo di Dave Rudkin illustrante il famoso livello fossilifero che ha dato alla luce le meravigliose faune di #Burgess Shale, Canada; l'articolo fa parte del Field Trip Companion Volume edito nel 2009 in occasione del centenario della scoperta di questo sito da parte di C.D. Walcott (nel 1909, ovviamente). Per chi ha accesso alla piattaforma Academia lo puo' trovare di seguito, altrimenti contattatemi per avere la copia: https://www.academia.edu/1471115/The_Mount_Stephen_Trilobite_Beds?source=swp_share
  • Articolo pubblicato un paio di anni fa su una nuova specie di "aglaspid-like" rinvenuto nel celebre lagerstätte del Cambriano, Serie 2, Stage 4 di Emu Bay (sud Australia). Non possiede le caratteristiche tipiche degli #Aglaspidi, ne dei #Cheloniellida. Gli autori lo inseriscono all'interno ei Vicissicaudata, clade che raggruppa gli Aglaspidida, Cheloniellida e un gruppo definito come Xenopoda; In quest'ultimo gruppo, cui sono inseriti Sidneya ed Emeraldella , viene introdotto questo nuovo euartropode, # Eozetetes gemmelli . Abstract: A new euarthropod from the Emu Bay Shale (Cambrian Series 2, Stage 4) on Kangaroo Island, South Australia, is a rare component of this Konservat-Lagerstätte. The two known specimens of Eozetetes gemmelli gen. et sp. nov., in combination, depict a non-biomineralized euarthropod with a relatively short cephalic shield lacking dorsal eyes and bearing a flagelliform antenna, 18 trunk segments with broad tergopleurae and paired axial nodes/carinae, and an elongate, styliform tailspine. The new species compares most closely with taxa in the putative clade Vicissicaudata, which groups Aglaspidida, Cheloniellida and Xenopoda. A ring-like terminal tergite in E. gemmelli corresponds to the caudal tergite in cheloniellids and xenopodans. Incorporating Eozetetes into recent character sets for Cambrian euarthropods supports close affinities to either Emeraldella or to aglaspidids, but several plesiomorphic character states are inconsistent with membership in Aglaspidida sensu stricto. Eozetetes is among the earliest of various Cambrian taxa informally referred to as ‘aglaspidid-like euarthropods’. Link verso pubblicazione: https://doi.org/10.1017/S0016756815001053 Una discussione su cosa sono gli aglaspidi la potete ritrovare qui: https://www.trilobiti.com/forum/paleozoic-area/gli-aglaspidi

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