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Trattamento d'Immagine XIV: Fotografare foraminiferi (Macro spinta)
In Microscopia e Ottica
guido.gherlenda
Feb 17, 2020
Ovviamente quanto scriverò è mia opinione e basata solo sulle mie esperienze, ben lungi dalla verità assoluta. Ho postato le tre immagini nel mio precedente per avere una base dalla quale partire, certamente non sono immagini da concorso ma mi sembrano decenti, se il risultato che si vuole ottenere è simile a queste, sicuramente perfezionabili, l'attrezzatura potrebbe essere diversa a tutto vantaggio della praticità. Sino a questi ingrandimenti e anche un po' più spinti trovo insuperabile l'uso di un'ottica fotografica, nel mio caso un obiettivo da stampa Schneider Componon 50/2.8 (da evitare come la peste i Componar, mentre molto simili come qualità sono gli El-Nikkor 50/2.8, i Rodenstok Rodagon 50/2.8 e i Leitz Focotar 50/4.5) rigorosamente montati invertiti che sopportano tiraggi di oltre 250mm, per ingrandimenti maggiori si può optare per i 28mm ma qui reperibilità e cifre sono ben diverse. I vantaggi di queste lenti sono un'ottima planarità, un'eccellente risoluzione e l'impagabile diaframma, ovviamente l'uso di questo dovrà tener conto del tiraggio, più è lungo e meno si può chiudere per non incappare in uno scadimento dell'immagine causata dalla diffrazione. Le immagini postate sono il risultato di uno stack di 3-4 scatti, in virtù della profondità di campo di queste lenti, con indubbi vantaggi sia in termini di tempo che qualitativi, inoltre l'elevata luminosità permette tempi di scatto più rapidi a pari illuminazione, quasi sempre sono lenti adatte alla polarizzazione cosa non sempre vera con le ottiche da microscopia. Un obiettivo da microscopio montato su un tele, meglio se focale fissa rispetto ad uno zoom con un sistema ottico più complesso, è indispensabile per ingrandimenti più elevati, molto spesso le immagini meravigliose con ingrandimenti molto spinti che osserviamo in rete sono fatte con questo sistema usando magari un Mitutoyo Apo che costa come un polmone. Importante prestare attenzione a non colpire con l'illuminazione la lente frontale perchè lo scadimento è inevitabile, un semplice paraluce fatto avvolgendo un cartoncino nero al barilotto sarà brutto ma funziona. Nel caso del Componon è facile farsene uno con una stampa 3d: Riguardo l'illuminazione ovviamente la quantità di luce deve essere la più alta possibile, i faretti reggono sino ad un certo punto poi la vicinanza della lente frontale con il soggetto impedisce di posizionarli adeguatamente, le varie cupoline riflettenti funzionano bene ma spesso appattiscono troppo il soggetto, io uso uno o due anelli sovrapposti con 90 led da 5x2mm spessi solo 10mm, con luce concentrata per evidenziare la superfice oppure diffusa nel caso di soggetti già contrastati, gli stessi anelli li uso anche montati sul microscopio per macro molto spinte. Per questa soluzione basterebbe convincere Gianpaolo a farsene produrre un pochi . Riguardo la pulizia dei soggetti, importante come la ripresa, nonostante continuo a sentire che basta una lavata con Lysoform (magari se parlassero di benzalconio cloruro in concentrazioni maggiori dell'1% del Lysoform potrei anche credrci) direi che questo sistema è valido solo per identificarli ma per la fotografia serve qualcosa di più efficace ad esempio H2O2 in concentrazioni abbastanza elevate.
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guido.gherlenda
Jun 25, 2018
Per avere un soffietto attuale di qualità si deve spendere una cifra considerevole, da considerare anche che non sono migrabili da una marca all'altra, nel nostro caso preferirei un robusto soffietto vintage facendo attenzione alle condizioni, si trovano comunque con facilità con attacco M42 che permette di adattarli a qualsiasi fotocamera e qualsiasi ottica, ad esempio i Pentacon sono molto robusti: Preferisco i due binari cilindrici, la guida prismatica teoricamente è superiore ma nessuna ha la precisione che servirebbe. Le ottiche da ingrandimento sono quelle che venivano usate per la stampa della pellicola su carta, vengono usate invertite (la parte anteriore guarda la fotocamera contrariamente all'uso normale) per ripristinare le condizioni di progetto, rimanendo su Schneider Componon, Rodenstock, Nikon e Leitz si è certi di ottenere una qualità ai massimi livelli facendo attenzione ad acquistare il modelli top perchè ogni casa aveva sempre in listino un modello più abbordabile ma nettamente inferiore, per i componon il 50mm 2.8, i Rodenstock solo i Rodagon 50mm 2.8 e lo stesso per i Nikon, gli schemi migliori sono quelli a sei lenti, i modelli inferiori si accontentano di quattro, economicamente non la differenza non è abbissale ma la qualità si. Per esempio: I soffietti robusti spesso hanno una corsa limitata, si può ovviare vantaggiomete aggiungendo eventualmente dei tubi di prolunga, se verso la fotocamera si userenna con l'attacco specifico se frontalmente saranno da M42. In alcuni casi conviene utilizzare dei tubi rigidi uniti ad un tubo di prolunga telescopico, ad esempio: Le possibilità sono infinite, la partenza non è sempre semplice, da tener ben presente che per i Focus Stack, a dispetto dell'opinione di molti, la fotocamera deve rimanere ferma è il soggetto che si muove. Uno dei miei sistemi per macro molto spinta prevede di sfruttare la solidità di un buon microscopio e la precisione dei movimenti della messa a fuoco originale: In questo caso c'è un tubo elicoidale M42 con un raccordo per la testa Leitz, (è possibile mantenere anche la visione binoculare rimanendo al di sopra di determinati ingrandimenti, in questo caso la testa binoculare è stata rimossa) e il Componon 50/2.8 montato invertito. Più tardi dovrei riuscire a postare delle immagini ottenute con questo sistema.
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guido.gherlenda

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