Jan 9, 2017

Trattamento d'immagine VII: usiamo la luce polarizzata

9 comments

Edited: Feb 6, 2017

I benefici nell'utilizzo della luce polarizzata.

Quanti di voi avranno già utilizzato i filtri polarizzatori per acquisire immagini più contrastate, con cieli blu cobalto, eliminare i riflessi del sole sull'acqua ed avere colori più netti eliminando il riflesso diffuso della luce atmosferica. Nell'esempio sottostante due foto sono state effettuate nelle stesse condizioni ma senza e con l'applicazione del filtro polarizzatore davanti l'obbiettivo della macchina fotografica:

Nella foto a sinistra la luce viene riflessa dalla superficie dell'acqua, rendendola "opaca", mentre nella foto a destra l'utilizzo del filtro polarizzatore, ruotato nella giusta posizione, permette di eliminare il riflesso della luce e vedere i simpatici pescetti che sguazzano allegramente sotto la barca.

 

Bene, le medesime operazioni si possono effettuare anche per fotografare i fossili, certi fossili, non tutti, ma alcuni in particolare. Intanto occorre un accorgimento particolare, cioè di avere DUE filtri polarizzati, uno posto sulla sorgente luminosa ed un secondo davanti l'obbiettivo della macchina fotografica.

Ruotando a 90° uno dei due filtri rispetto al secondo, fisso, si riescono a selezionare alcune direzioni di vibrazione della luce, e far passare quindi soltanto una selezione delle stesse (detto in parole molto povere). Questo vi permetterà di poter mettere in evidenza invisibili particolari che alla luce diurna (od a quella di una lampada) risultano difficilmente rilevabili.

 

Nell'esempio sottostante un bel trilobite Eldredgeops crassitubercolata della Silica Shales Formation (Devoniano medio, Sylvania, Ohio, USA) che mostra i famosi melanofori, supposti organi che permettevano a questo trilobite di potersi mimetizzare e sfuggire ai predatori. Info supplementari qui: https://benthamopen.com/contents/pdf/TOGEOJ/TOGEOJ-8-113.pdf

A sinistra l'esemplare senza luce polarizzata ed a destra il medesimo ma con la luce polarizzata incrociata con i due filtri. La differenza è più che evidente.

Ancora meglio è la resa con fossili che sono caratterizzati da un sottile film riflettente come quelli di Burgess Shale. Il contrasto alla luce normale è già interessante, ma con i filtri...

A sinistra l'immagine senza filtro polarizzatore, al centro con i due filtri incrociati a 90°. Emerge spettacolare la "gut-stain" tipica chiazza dovuta al rilascio di liquidi di decomposizione post-mortem e assai tipici in Marrella splendens. A destra invece la medesima immagine ma con luce diretta. Il riflesso diretto dei raggi luminosi sul sottile strato di kerogene rende questi fossili particolarmente interessanti.

Esemplare proveniente da una vecchia collezione, prima dell'instaurazione della zona parco nella Columbia Britannica (altrimenti è impossibile rinvenire esemplari di questa fauna in commercio e collezionati di recente).

Su alcuni fossili del biota di Chengjiang si possono mettere in risalto ugualmente alcune caratteristiche, ma in maniera meno marcata.

 

L'utilizzo della luce polarizzata risulta essere pratica anche quando si fotografano fossili che sono stati bagnati per aumentarne il contrasto con la matrice; i riflessi vengono eliminati e la superficie risulta senza i tipici riflessi dove l'acqua stagna o se si trova su superfici piane.

che tu sappia si può applicare anche allo stereomicroscopio un filtro polarizzatore?

Jan 10, 2017

si, ti faccio vedere stasera la mia configurazione attuale, sia per il macro che per il micro.

Jan 11, 2017

Per tornare parzialmente alla domanda di Gianpaolo, la configurazione attuale del mio sistema di acquisizione (stereomicroscopio) è la seguente:

Stereomicroscopio trioculare, con camera fotografica (Nikon D3300), illuminatore a fibre ottiche d a led (gli stessi del sistema di illuminazione per i macrofossili). Per le acquisizioni con luce polarizzata ho installato un porta-filtri della kodak che puoi acquistare qui. E' molto utile per poter installare i filtri in gelatina della Kodak (quelli vecchi vecchi che non si usano più) ed in particolare quello che è polarizzato e che puoi trovare qui. Nell'immagine che segue uno zoom sul sistema installato:

Con lo sportellino aperto che mostra il filtro:

Ed il sistema smontato:

Le tre viti in plastica ti permettono di poter adattare l'aggancio a tutti gli obiettivi fotografici e per lo stereo-microscopio no problem at all. Alla base dello stereo-microscopio ho visto che c'è una ghiera che dovrebbe accogliere un filtro avente diametro di 49mm. Soluzione meno ingombrante sarebbe di acquistare un filtro di questo diametro e di avvitarlo. Attenzione a prendere un filtro polarizzatore circolare, cosi' puoi far variare l'intensità di polarizzazione, molto utile se si utilizza una sorgente di luce anch'essa polarizzata. Sotto i filtri circolari che possiedo per le ottiche della camera fotografica:

Per poter effettuare delle osservazioni in luce polarizzata ovviamente occorre che la sorgente possa emettere luce polarizzata. Una soluzione MOLTO artigianale (ma che funziona) è stata quella di mettere un film di plastica polarizzatore (vedi link più in alto per prezzi e modelli su ebay, ma altrove si trova pure in negozi specializzati) davanti alla lampada che utilizzo per fare foto ai macrofossili; sotto la foto che mostra la luce ed il filtro posizionato in una maschera rettangolare.

 

All'università ero un mero utilizzatore....ma non mi ricordo un cavolo di quello che usavo e come lo usavo... ;(

Feb 12, 2017

Ho provato a fare un breve video con il telefonino collegato al microscopio. Mettendo un filtro polarizzatore sulla sorgente, un filtro polarizzatore davanti alle ottiche del microscopio e facendo ruotare il filtro polarizzatore, si vede come questa combinazione permetta di mettere in evidenza caratteristiche poco visibili altrimenti.

La ricetta per costruire questo è simile a quella della discussione fatta più sopra. In questo caso particolare ho ritagliato un filtrino circolare a partire da un paio di vecchi occhialini polarizzati di carta:

la mascherina è stata inserita tra il supporto dell'ottica smontata ed il flessibile dell'illuminatore.

Una volta rimontato sul flessibile della fibra ottica è stato semplicemente necessario ruotare manualmente questa parte terminale per avere l'effetto visibile in video (con ovviamente un secondo filtro polarizzato localizzato tra le ottiche del microscopio ed il campione osservato)

Feb 13, 2017

Un altro esempio dell'effetto della luce polarizzata è visibile di seguito su una foglia di una pianta del Devoniano belga (genere Archaeopteris):

 

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  • Ho avuto modo di vedere questo video di Levon Biss sulla macrofotografia di coleotteri. Impressionante il risultato ottenuto! Qualcuno degli specialisti che è presente sul forum, mi sa dire che tipo di configurazione è stata utilizzata per combinare le ottiche? A prescindere dalle reflex, attaccato al corpo macchina che cosa troviamo? Alla fine c'è un oculare di microscopio (suppongo), che caratteristiche possiede? Che anelli di adattamento ha utilizzato per collegarlo all'obbiettivo? L'obbiettivo tra il corpo macchina e l'anello adattatore per l'oculare è un macro normale con un set di prolunga? Che caratteristiche possiede? Le foto sono state poi compilate in uno stack e fuse per ottenere un risultato incredibile che potete sfogliare su google book per avere un'idea: https://books.google.be/books?id=qWtgDgAAQBAJ&printsec=frontcover&hl=fr&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false Un grazie a chi potrà chiarire le questioni poste sopra.
  • Cari tutti questo post è dedicato principalmente all'amico Enrico e Guido ma aperto a tutti come discussione; La domanda è la seguente: Quale trattamento di immagine consigliereste per mettere in evidenza questi meravigliosi e delicatissimi insetti che presto pubblicherò sul sito? Avete dei consigli o istruzioni da fornirmi?
  • il grande passo e’ stato fatto... e devo dire che vale tutti i soldi spesi. Il cubo fotografico e’ molto grande ha due aperture... una frontale e una superiore , led integrati e una misura di 60x60x60... cosa ne pensate?

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